UltraviXen: un “riskio” tutto italiano

Il Riskio

Gli UltraviXen sono tornati sulle scene dopo anni di silenzio. Risale al 2008 il loro debut album Avorio Erotic Movie uscito per la Wallace Records e sempre per la stessa etichetta a settembre uscirà Il Riskio. Importanti novità: la scelta di utilizzare la lingua italiana per i testi, l’ingresso di un nuovo componente e ritornare a infuocare i palchi con un nuovo, imminente tour. Gli UltraviXen sono stati l’opening band del concerto dei Calibro 35 del 7 giugno ai Mercati Generali di Catania. L’emozione di ritornare a suonare di fronte a un pubblico, e a maggior ragione catanese, si poteva avvertire già dalle prime note e dopo tanta carica abbiamo colto l’occasione di parlare di rischi, di musica e cambiamenti con Alessio, voce e chitarra della band.

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Due anni di assenza dai palchi, e molti di più ne sono passati dall’album di esordio “Avorio Erotic Movie”. Ora il silenzio è rotto e gli UltraviXen tornano con un nuovo disco in uscita a settembre, “Il Riskio”. La scelta della lingua italiana rappresenta una sfida? Quali sono i rischi per una band come UltraviXen?

La scelta della lingua italiana è frutto dell’esigenza di scrivere in una lingua che sento più vicina, la mia. Da subito mi è sembrato naturale e mi sono sentito “liberato” come se le parole adesso rispondessero meglio al bisogno di urgenza che caratterizza le nostre canzoni. Le persone più vicine che ci hanno ascoltato per la prima volta in italian version sono rimaste un po’ spiazzate, ma poco dopo cantavano i ritornelli. Il “rischio italiano” per una band come gli UltraviXen in realtà è una grande opportunità: quella di poter liberare un canale espressivo più intenso da parte nostra e nel contempo aumentare il pubblico nostrano che preferisce la musica italiana.

Credi che la lingua italiana possa compromettere la possibilità di conquistare il pubblico straniero?

In generale non credo che la scelta della lingua possa precludere un mercato piuttosto che un altro. Credo che la differenza la faccia il sound, l’approccio e soprattutto le canzoni, la loro freschezza, la loro sincerità. In questo senso, credo che il nostro approccio sia rimasto invariato. All’estero abbiamo sempre avuto un piccolo seguito che compra i nostri dischi e ci segue, soprattutto in USA e nel BeNeLux. Non credo che ci scegliessero per i nostri testi prima, quindi con molta probabilità ci continueranno a scegliere adesso.

Tra i cambiamenti evidenti della band è cambiato anche il messaggio che vuoi comunicare? Cosa raccontano gli UltraviXen nelle loro canzoni?

Il mood rimane invariato: Love-Love-Love & R’n’R, ovvero l’unico modo che intendiamo di stare al mondo. Forse è cambiato il punto di vista o di partenza, adesso più consapevole, meno disposto a compromessi, senza mezzi termini, ma anche più coraggioso e meno curante degli effetti, come se ogni giorno fosse l’ultimo, da vivere fino all’ultimo respiro. Nelle canzoni degli UltraviXen parto da cose mie per raccontare, nel modo più diretto/urgente possibile, cose di tutti. Frasi brevi, nessuna posa. Imito me stesso. Mi prendo per il culo, pure. E qualche volta ci credo, anche.

Altra novità è l’aggiunta di un quarto elemento: Dario Blatta. Com’è avvenuto questo ingresso?

Con Dario Blatta, da sempre, abbiamo vite parallele che non si erano mai incontrate musicalmente. Lui ha sempre seguito con attenzione gli UltraviXen e  ballato a vari Party di Blatta+Inesha, spesso abbiamo parlato di fare qualcosa insieme. Qualche tempo fa ci invitarono a un concerto a Catania, non avevamo molta voglia di suonare le stesse cose che suonavamo già da 2 anni, e decidemmo, con il supporto di Dario Blatta, di remixare Avorio Erotic Movie dal vivo. L’esperimento fu molto interessante e da quel momento abbiamo deciso di suonare insieme. Inizialmente Blatta doveva suonare solo i synth ma poi la sua anima r’n’r ha prevalso e ha imbracciato la sua Telecaster. Adesso suona i synth, la chitarra e canta, direi che il ragazzo non è timido.

Il nuovo disco è anticipato dall’uscita di un 7” contenente due brani rigorosamente in vinile. Ritieni che la scelta del supporto attraverso il quale far veicolare la musica sia fondamentale?

Oggi? Assolutamente no. Oggi la musica gira in digitale. Poi chi ha voglia compra i dischi (come facciamo noi). Per questo la scelta del vinile. Se il supporto conta poco per le vendite, allora facciamolo come piace a noi! Vinile 180gr. Il nostro pubblico sta apprezzando molto la scelta perché considerano il disco un oggetto di valore, culto, collezione.

Nuovo disco quindi nuovo tour?

Certamente. UltraviXen trova la dimensione perfetta dal vivo. Noi viviamo per il live. Paolo Mei di Rocketta Booking sta già lavorando su tantissimi concerti che ci vedranno impegnati da questo autunno fino a tutto il 2015.

Aumentano ogni giorno le band ma i luoghi destinati ai live diminuiscono sempre più. Come pensi che stia la musica del vivo in Italia?

Non è che per ogni band che nasce può esserci un club pronto ad ospitare. Io oggi non vedo più band di prima, anzi molte meno, se poi dovessi filtrare con le mie orecchie ne vedo molte ma molte meno di prima. Forse vuoi dire che c’è più gente che dice di suonare e che improvvisa dischi inascoltabili (cioè fatti con senza alcuna cognizione tecnica)! C’è un proliferare di gente che fa dischi e produce che fino a 10 anni fa non avrebbe registrato neanche un demo-tape. È vero invece che oggi ci sono meno locali. Io credo solo per un motivo, perché la gente va meno ai concerti, e lo fa perché ci sono meno band che vale la pena di sentire dal vivo, è un ciclo retro-attivo. Potremmo chiederci perché la gente suona peggio di qualche hanno fa. Ma dovremmo fare un intervista “ad hoc”. Ecco cosa penso. Nel frattempo oggi per ascoltare qualcosa di nuovo basta surfare sul web. Te lo devi meritare di suonare dal vivo. Te lo devi meritare il pubblico. E le persone, se le stimoli nel modo giusto, rispondono. A noi sta bene così!

Per concludere ti chiedo una tua frase memorabile, quella magari che ti ripeti ogni volta che la vita di pone di fronte a nuove sfide, nuovi rischi.

Dipende solo da me.

http://www.outsidersmusica.it/recensione/Catania/intervista-ultravixen-r...

Emanuela Castorina - OUTsiders