OUTsiders

Il Riskio

[LIVE REPORT] UltraviXen: energici figli di una generazione punk | Zò

C’era una volta il punk. Oggi c’è l’avant punk, ci sono gli UltraviXen. Il gruppo catanese fa uscire “Il Riskio”, secondo disco, e cavalca l’onda di una corrente post punk/noir rock che nel Bel Paese trova terreno fertilissimo. La location è quella di Zo: Alessio Edy Grasso, voce e chitarra, è il comandante di un caos ordinato che tanto bene sta sul palco, nel quale concorre il basso pulito e deciso di Nunzio Jamaika che si intreccia senza fare a pugni con la batteria old school di Fabulous Carmelo. Dario Aiello Blatta è il nuovo, quarto membro del gruppo, chitarra, voce ma soprattutto synth, a mettere uno smoking tutto nuovo al suono di derivazione puramente punk della band. Lo si nota già dall’apertura del concerto: un misto di suoni elettronici in 8 bit, la sensazione di entrare nel più bel videogame anni 80, e poi quella chitarra sbattuta in faccia: il ritorno ad una sferragliante e piacevole realtà. Arrivano subito “Fino all’ultimo respiro” e “Sparami sulla spiaggia”, venuta fuori con l’intenzione di scrivere una canzone estiva, sottolinea ironico Alessio Grasso che, con fare provocatorio, chiede al pubblico se bisogna alzare il volume; per poi piazzare l’accattivante singolo “Acrobatici equilibri”, con il ritornello “Che confusione, e non sarà perché ti amo” da Mandate-a-Letto-i-Ricchi-e-Poveri. La gentile sfumatura sentimentale di “Le cose più belle” mostra il lato soft della band, più marcatamente radiofonico; mentre Blatta e i suoi synth ci vanno giù pesante in “Love Factory” e “Terra elettrificata”, immediatamente dopo l’ormai sdoganata finta conclusione, verso la quale ci si avvia con “You, you and you” e “Lolita”. Gli UltraviXen suoneranno il loro nuovo album in tutta Italia e non potevano non partire da Catania: si parte sempre da casa per uno di quei viaggi lì, quelli importanti.

Daniele Messina - OUTsiders