MUSIC ADDICTION

Il Riskio

Un tempo, alla fine degli anni ’90, si cercava di dimostrare che il rock alternativo poteva ben sposarsi all’idioma italiano. E come spesso accade, per reazione o ribellione, un decennio dopo molti gruppi sono tornati di corsa all’inglese.

Ora siamo nella fase dell’opportunismo o della libertà espressiva: ognuno fa un po’ come gli pare, riallacciandosi a quella tradizione di trent’anni fa, dialogando con la scena della provincia di Detroit, studiandosi il nuovo stile dolce di Dante o fregandonese di tutto. Parlare di “rischio”, per rimandare alla scelta di passare dall’inglese all’italiano, mi pare dunque un po’ eccessivo. Specie se il soggetto che si apre alla possibilità alterna è una band italiana e indipendente. Cosa si sta rischiando di preciso? La credibilità alternative? No, il pubblico settario è fesso e azzeccato ma non fino a questo punto… Una grossa fetta di pubblico internazionale? Manco… Azzardo è semmai relativo all’esperimento di chiarezza ed espressività che concerne cantare nella propria lingua e il confronto con modelli invadenti (cinque i modelli: la boria cantautorale, il piattume insignificante dei Litfiba, la leziosità poetica dei Marlene Kuntz, il cut-up concettuale di Afterhours-Verdena, e la verbosità decadente de Il Teatro degli Orrori). Liricamente gli UltraviXen “italiani” assomigliano soprattutto al gruppo di Capovilla, sia per le declamazioni che per certi accenti enfatici, sociali e cannabili, ma sanno comunque comunicare originalità e personalità attraverso un esistenzialismo divertito ed energico, da ragazzacci che hanno urgenza di parlare al mondo delle loro storie e dei loro pensieri più pungenti. Sono siciliani, e badano al sodo.

Dal punto di vista musicale ad Alessio Edy Grasso (voce e chitarra), Nunzio Jamaika (basso) e Fabulous Carmelo (batteria) si aggiunge Dario Aiello Blatta (synth e chitarra), dj del duo electro Blatta & Inesha. Il sound mette insieme post-hc e rockabilly, strutture avant-rock, stacchi punk e abrasioni noise. Le melodie e i riff appaiono accattivanti e ricercati, immediati armonicamente, strutturati strumentalmente. Un paio almeno i pezzi perfetti per un party rock ‘n roll (“Fino All’Ultimo Respiro” e “Love Is No Pain”). Discreto. A premiare il gruppo è l’entusiasmo. Un sentimento che in altri contesti sarebbe risultato infruttuoso o relativo.

Francesco Munista - Music Addiction