L'ISOLA CHE NON C'ERA

Avorio Erotic Movie

Sono tempi rock'n'roll, e gli Ultravixen ne sono la prova conferma. Escono con un disco, Avorio Erotic Movie, tagliente, diretto e senza mezze misure, testimonianza  che il garage rock è ancora vivo e il suo virus è in mezzo a noi. I componenti di questa band provengono da due gruppi già affermati e navigati nella scena rock indipendente italiana, gli Jasminsho e gli Jerica's, e formano un power trio indemoniato, irrispettoso e frenetico, paragonabile come attitudine ai Fu Manchu e a John Spencer Blues Explosion. Sotto chitarre taglienti, voci distorte, batterie sudate e bassi violentati volano come dei fulmini le nove tracce del disco, che appare già ad un primo ascolto assolutamente coerente e ricco di personalità, una personalità che è cuore, urgenza e violenza espressiva. Il sound grezzo e sporco lascia da parte gli ascolti in macchina per distrarre dal traffico: quella degli Ultravixen non è il gradevole sottofondo da inserire nei momenti più romantici, ma la colonna sonora di notti brave, dissacranti e selvagge. Fra le tracce migliori possiamo citare You, You & you, Bit Bluff e Love Factory (I'm not a toy Boy), tre brani ricalcano alla perfezione lo stile Ultravixen, una forma sicuramente non innovativa, ma  reinterpretata e fatta propria con personalità. In chiusura una curiosità da non tralasciare: il nome della band proviene, con ogni probabilità, dal titolo di un film culto degli anni sessanta, "Beneath the Valley of the Ultravixens", del registra underground Russ Meyer.

Simone Fratti - L'Isola che non c'era