Intervista InScena - Alessio Edy Grasso

Avorio Erotic Movie

R’n’R in stato di ebrezza! Eruttata dall’etna, ecco una nuova band alle prese
con il rock’n’roll, il blues anfetaminico ed il noise più osceno: sono in tre (alessio, nunzio “jamaika” e “fabulous” carmelo) e devono il loro nome ad un film di russ meyer,
mitico regista di pellicole erotiche con super-maggiorate

Gli UltraviXen hanno appena registrato il loro primo cd, Avorio Erotic Movie (Wallace Records), un ottimo sunto della loro idea di musica, sensuale e molesta. «Per noi la dimensione live è quella più naturale», mi dice Alessio, riferendosi alle loro performance sul palco, «Viviamo con feroce gioia ogni concerto, non risparmiando nessuna energia, fattore che contribuisce a creare un rapporto immediato ma pro- fondo con l’ascoltatore, come una notte di fuoco passata con una persona conosciuta poco prima in un go-go bar...».

Il titolo del cd è molto evocativo, non sarà mica che il vostro sogno è fare la colonna sonora di un film a luci rosse?
«Avorio Erotic Movie è già un disco a “luci rosse”! Luci rosse che abbiamo puntato su uno stato psico-chimico-emotivo meglio conosciuto come “amore”. Noi lo abbiamo declinato in varie situazioni... è un disco di “canzoni d’amore” che abbiamo suonato e cantato in tutte le forme che conosciamo!».

Vi siete formati a Catania; pensate che oggi ci siano più difficoltà ad organizzare tour in Italia rispetto a qualche anno fa?
«Non è mai stato facilissimo suonare in Italia. Suonano le band che si sbattono per farlo. Da più di 10 anni suoniamo in giro per l’Europa (con

Jasminshock e Jerica’s) e quasi tutti i concerti sono frutto di un lavoro sistematico e centinaia di e-mail e telefonate. Da poco abbiamo iniziato a collaborare con una giovane ma promettente Booking Agency, Cottonfioc».

Ascoltando il disco, ho l’impressione che ci sia molto r’n’r “sporco” ma che questo non sfoci mai nel caos. Il segreto è controllo e consapevolezza? «Credo che l’equilibrio fra controllo/consapevolezza ed impulso/incoscienza sia alla base del processo creativo di UltraviXen. All’inizio amiamo suonare le canzoni in modo istintivo, senza limiti. Poi iniziamo a “scavare”, a “togliere” e ad “asciugare”. Abbiamo un rapporto fisico con lo strumento, non usiamo particolari effetti. Le variazioni del nostro sound dipendono solo dal contatto delle nostre mani sullo strumento. Theramin a parte, UltraviXen è tutto corde, pelli e valvole!».

A proposito del theramin, possiamo dire che gli UltraviXen subiscono il fascino del vintage? «Adoro il theramin, lo usiamo a tutti gli effetti come quarto strumento. Direi che accompagna gli stati convulsivi delle nostre canzoni. Per il resto, non “subiamo” il fascino del vintage, semplicemente noi apprezziamo le cose fatte bene e qualche decennio fa si usavano altri metodi per costruire strumenti musicali. Il mio theramin è stato costruito in modo artigianale ed ha poco più di 10 anni!». 

Italo Rizzo - InScena