Il Riskio Remix, UltraviXen

Il Riskio Remix

Nell’ottobre 2014 i catanesi  UltraviXen, a quattro anni dall’uscita di  Avorio  Erotic  Movie, tornarono a far parlare di sé con  Il Riskio , album che segnò il cambio di lingua dall’inglese all’italiano, forse per far sì che anche le parole rispondessero meglio al bisogno di urgenza che caratterizza le canzoni della band, e l’inserimento nel gruppo di Dario Blatta (synth e chitarra). Un disco post rock di matrice americana infarcito di noise dei primi anni ’90 e con sonorità post-punk/wave. The Jon Spencer Blues Explosion, i concittadini Uzeda, Shellac e Jesus Lizard i principali riferimenti dei quattro catanesi, ma non solo, anche gli One Dimensional Man e il Teatro degli Orrori riecheggiano nelle note ciniche ed ironiche degli UltraviXen, il tutto assolutamente rivisitato e rivissuto in chiave originale  e personale.

Esattamente un anno dopo, Il Riskio è uscito nella sua versione remixata, in una veste completamente nuova e interessante : “Avevamo voglia di risentire le nostre canzoni, risuonate/ripensate da artisti che stimiamo molto. Abbiamo quindi chiesto a nove Musicisti/Producer di scegliere un brano dell’album e remixarlo: hanno accettato con grande entusiasmo tutti e nove. Un remix in senso più ampio del termine: c’è chi ha risuonato e cantato il brano, c’è chi ha tenuto parte dell’originale per poi ricreare una struttura diversa e c’è chi invece è diventato un UltraviXen e ha suonato sul pezzo come fossimo tutti insieme in studio di registrazione. Il risultato è un disco molto eterogeneo che trasforma -e tanto- gli UltraviXen, mantenendo però intatto il forte impatto della versione originale dell’album ”, queste le parole con cui i quattro musicisti hanno raccontato questa avventura discografica. Nomi importanti e personalità diverse spiccano ne  Il Riskio Remix  il cui risultato finale è davvero piacevole e curioso.

A Bologna Violenta il compito di “decomporre” il brano Testa di Morte: Nicola Manzan, per l’occasione, spinto dalla voglia di sperimentazione , ha creato qualcosa di “…malvagiamente danzereccio”, non proprio nelle sue corde. Ha concepito il pezzo a partire da un errore di export presente negli stems che gli erano stati inviati ed ha inserito dei beat breakcore e distorto la voce. Il  producer  siciliano John Lui si è occupato, invece, di  Acrobatici Equilibri  aggiungendo delle  bassline  e un carattere più stoner e desertico rispetto all’impostazione iniziale tipicamente garage. Se  Aguzzina  vede  Alessio  Edy  Grasso  duettare  con  Geo Johnson,  Le cose più belle , in cui, a parte la voce di Alessio, tutto è completamente risuonato, acquista un’anima  delicatamente pop grazie al  featuring  con  Matilde Davoli.  Quest’ultimo caso, in particolare, fa emergere, secondo me,  la curiosità  che  gli UltraviXen avranno avuto nell’immaginare in che modo artisti diversi da loro potessero “contaminare” la loro creatura regalandole un abito inedito per i fan. Una specie di esperimento per “ascoltarsi” con le orecchie degli altri, un po’ come quando ognuno di noi si affida al racconto di un caro amico per scorgere quegli aspetti della propria personalità che ad una visione  soggettiva e, dunque, parziale, potrebbero sfuggire.  Il musicista e compositore Xabier Iriondo è stato coinvolto come “manipolatore” sonoro di Velluto Nero (Destructured Pussy), brano che a lui ha suggerito l’idea di un viaggio intergalattico a bordo dell’astronave SuperFuzz , con destinazione un enorme buco nero (da cui il titolo della canzone) e in cui la band sicula viene addirittura trascinata dalle pettorute sirene di Saturno! Proseguendo nell’ascolto del remix, ci imbattiamo nella rivisitazione di  Fino all’ultimo respiro  da parte di Andy Trema che, sostanzialmente, cerca di rimanere in linea con lo spirito del brano, e di  Love Is No Pain  realizzata da Gianluca Bartolo dei Pan del Diavolo: con l’animo da vero rocker, il musicista palermitano ha lasciato in sottofondo il frontman degli UltraviXen e, immaginando di appartenere per una sera al gruppo catanese, ha aggiunto il suo tocco personale. Anche gli ultimi due pezzi del disco vedono protagonisti altri esponenti importanti della scena rock-underground: Giulio Ragno Favero, che ha curato Sparami sulla spiaggia (Off Muziek) e che, dell’originale, ha mantenuto solo una traccia di synth e un sample di voce, e Pola che chiude il remix dell’album con Terra elettrificata in cui solo la voce è stata mantenuta come unico elemento riconoscibile rispetto alla fonte per focalizzare l’attenzione sul cantato italiano, la novità certamente più significativa del ritorno degli UltraviXen.

Il Riskio Remix, così concepito, a me non appare come una mera operazione commerciale, una delle tante in circolazione, ma piuttosto come un album che possiede una sua dignità artistica a prescindere, perché tutti i brani, “rinati” attraverso i nove musicisti/producer scelti dalla band catanese, nella loro nuova veste, permettono di scoprire una chiave di lettura differente rispetto al progetto originale.

http://www.urbanweek.it/2016/01/riskio-remix-ultravixen/

Laura De Angelis, Urbanweek