BLOW UP

Il Riskio

Quattro anni fa apparvero come un colpo di coda di quella vera e propria scena noise catanese che germogliò dietro l'esempio degli Uzeda. Con cognizione di causa, visto che due terzi degli UltraviXen vissero quella stagione come Jamsminshock. Il noise della loro attuale band però suona un pò meno chicagoano: spesso sempre sferragliante e squadrato ma meno cevellotico o involuto. A farlo vibrare un'anima rock'n'roll semmai più idealmente vicina a Jon Spencer o a certe cose della AmRep. Il singolo che ha preceduto il ritorno sulla lunga distanza ha portato alcune novità alla formula: la più evidente è il cantato in italiano, quella più stilistica riguarda invece l'adozione di un lingiaggio musicale un pò più conciliatorio (Le cose più belle). D'istinto viene da prendere "Il Riskio" con le le pinze, salvo accorgersi dopo poche battute che gli UltraviXen continuano  mietere e macinare scoribande e propulsioni dotate di un certo "swing" (da Testa di morte a Velluto Nero, da Aguzzina a Sparami sulla spiaggia). Durante l'ascolto si scopre poi un'altra novità che deriva dall'ingresso in formazione di un quarto elemento, che con il synth pennella suoni alieni: perlopiù sfumature ma anche inserti più determinanti nella definizione di un brano (come in Terra elettrificata). Certo, l'utilizzo dell'idioma madre e le inflessioni usate (come sepesso il recitato) sembra spostare l'ago della bilancia dalla parte degli One Dimensional Man/Teatro degli Orrori. L'approccio puà sembrare limitante ma alla fine il disco suona bene!     

Fabio Polvani - Blow Up